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sabato 26 giugno 2010

Licata, arrestato latitante Falsone

Salvatore Barberi
La polizia ha arrestato nel Sud della Francia dopo undici anni la latitanza Giuseppe Falsone, 40 anni ad agosto, ritenuto il capomafia di Agrigento, e considerato tra i 18 latitanti più ricercati, è finita. Alla cattura di Falsone si è giunti grazie anche all'attività informativa dell'Aisi, l'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna. Giuseppe Falsone, mafioso di Campobello di Licata (Ag), era molto vicino a Bernardo Provenzano e nei suoi pizzini lo aveva indicato col numero 28. Appena tre mesi fa, nell'ambito dell'operazione antimafia Apocalisse, i carabinieri di Agrigento e di Palermo hanno sequestrato beni e società riconducibili al boss per circa 30 milioni di euro. Il padre del boss, Vincenzo Falsone, è stato il reggente di Cosa Nostra ad Agrigento per molti anni e fu ucciso durante la guerra di mafia il 24 giugno del '91 assieme al figlio Angelo, fratello maggiore di Giuseppe. Secondo alcune inchieste sulla mafia agrigentina, Giuseppe Falsone avrebbe gestito dalla latitanza grossi interessi in diversi settori. Il pentito Giuseppe Sardino, lo scorso ottobre al processo Hiram celebrato nel carcere di Rebibbia, ha riferito in aula che Falsone voleva stabilire rapporti con la massoneria siciliana e romana, ritenendoli utili per Cosa Nostra.

venerdì 25 giugno 2010

Palermo, "Vogliamo rimanere italiani"

Antonio Nesci
Centomila cartoline al presidente della Repubblica, con l’immagine di un’Italia lacerata, per dire “Vogliamo restare italiani”. E’ la campagna che la Cgil siciliana lancerà oggi in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la manovra economica del governo.
Nell’isola lo sciopero sarà di otto ore, coinvolgerà tutti i settori e a Palermo si terrà una manifestazione regionale, che partirà alle 9.30 da piazza Croci per concludersi in piazza Verdi dove parleranno lavoratori della scuola, dell’industria e precari della pubblica amministrazione, sindacalisti siciliani e la segretaria nazionale confederale della Cgil, Vera La Monica. “Con le cartoline che inizieremo a distribuire ai cittadini affinché le inviino al Quirinale - ha detto la segretaria generale della Cgil siciliana, Mariella Maggio - chiediamo che venga ricucito lo strappo nel Paese. E’ un grido d’allarme per un Mezzogiorno abbandonato da un governo che non mette niente in campo per diminuire il divario”. Per la Cgil, inoltre, i tagli agli enti locali incideranno sui servizi come gli asili, l’assistenza agli anziani e ai disabili col rischio in più dell’aumento delle tasse locali, come quelle sull’acqua e sui rifiuti. Mentre la regione, con meno entrate “non riuscirà a portare in porto progetti importanti come, ad esempio, quello per impiegare i forestali per il recupero del territorio”. Per la segretaria della Cgil Sicilia “sono a rischio la coesione politica e quella sociale”.